Noi, membri del gruppo del Partito popolare europeo del Comitato europeo delle regioni,
- sosteniamo il concetto di strategia macroregionale, intesa come quadro integrato relativo a Stati membri dell'Unione europea e paesi terzi, volto ad affrontare sfide comuni e a individuare soluzioni attraverso un partenariato, un coordinamento e una connettività rafforzati per la coesione economica, sociale e territoriale. Riteniamo che la strategia macroregionale per la regione adriatica e ionica (EU Strategy for the Adriatic and Ionian Region - EUSAIR) risulterà complementare ad altre azioni/iniziative dell'UE in questa regione e apporterà un autentico valore aggiunto ai progetti in fase di attuazione nella regione, stimolandone la crescita e la sicurezza;
- incoraggiamo pertanto lo scambio di buone pratiche tra partner, al fine di promuovere il buon governo, il decentramento e l'autonomia regionale nella macroregione adriatico-ionica. Invitiamo tutti i partner a trarre insegnamento dall'esperienza acquisita per rafforzare la cooperazione con altre strategie macroregionali dell'UE, come quelle per il Mar Baltico, per il Danubio e per la regione alpina;
- insistiamo sul fatto che tutti i livelli di governo (europeo, nazionale, regionale e locale) devono avere voce in capitolo nella progettazione e nell'attuazione della strategia EUSAIR. Ci impegniamo a mettere a disposizione le nostre competenze unitamente a una leadership politica forte, al fine di sfruttare appieno il potenziale dell'EUSAIR come quadro di cooperazione. Inoltre, facciamo osservare che gli enti locali e regionali svolgono un ruolo importante nella promozione di valori democratici, di una maggiore cooperazione regionale e di politiche di decentramento nell'area adriatico-ionica;
- sottolineiamo che gli obiettivi della strategia possono essere conseguiti solo applicando correttamente la filosofia di un approccio dal basso verso l'alto basato sulla governance multilivello e il principio di sussidiarietà, in modo da coinvolgere e far lavorare in partenariato tutti i livelli di governo. Insistiamo sulla necessità di una migliore inclusione degli enti locali e regionali negli organi di gestione della strategia a livello politico, operativo, tecnico e di attuazione, mantenendo nel contempo il ruolo della Commissione europea nel processo di coordinamento;
- esprimiamo apprezzamento per il campo di applicazione e il contenuto dei quattro pilastri esistenti della strategia EUSAIR (crescita blu, collegare la regione, qualità dell'ambiente e turismo sostenibile). Raccomandiamo l'inclusione di altri importanti pilastri che potrebbero apportare vantaggi in termini di sviluppo per la popolazione dell'area adriatico-ionica, ad esempio in materia di sicurezza. Sottolineiamo che la comunicazione e la sensibilizzazione quali elementi trasversali comuni a tutti i pilastri sono essenziali ai fini della partecipazione degli enti locali e regionali e di altri partner al processo decisionale, nonché per rafforzare l'appropriazione della strategia macroregionale da parte dei cittadini;
- sosteniamo fermamente l'utilizzo delle risorse finanziare e tecniche dei Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE), dello strumento di assistenza preadesione (IPA) e di altri programmi e fondi pertinenti dell'UE, come richiesto dal quadro giuridico dell'UE. A tal fine, raccomandiamo un maggiore allineamento delle strategie di sviluppo nazionali o regionali, attraverso gli accordi di partenariato (AP), i programmi operativi (PO), i documenti di strategia dell'IPA e altri strumenti, con gli obiettivi della strategia EUSAIR. Inoltre, insistiamo sulla necessità di semplificare radicalmente il sistema globale di attuazione dei fondi dell'UE per le autorità di gestione e i beneficiari;
- ricordiamo il forte impatto della crisi economica globale sulla regione e il successivo crollo degli investimenti pubblici e privati nell'area. Sottolineiamo la necessità di una maggiore attenzione alle iniziative di investimenti mirati, basate su esigenze locali e in grado di stimolare la crescita economica e la creazione di posti di lavoro. A tale riguardo, raccomandiamo la messa in comune di fondi, ad esempio fondi SIE, IPA e Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), e l'aumento dei contributi provenienti da fonti sovranazionali, nazionali, regionali e locali, unitamente a partenariati pubblico-privati. Inoltre, poniamo l'accento sulla necessità di rafforzare la capacità degli enti locali e regionali di utilizzare gli strumenti finanziari previsti dal Quadro per gli investimenti nei Balcani occidentali (Western Balkans Investment Framework - WBIF) e dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) per la realizzazione di investimenti che consentano di raggiungere gli obiettivi della strategia;
- osserviamo che la cooperazione transfrontaliera è uno strumento essenziale per lo sviluppo delle zone di confine. A tale proposito, chiediamo che il programma Interreg, il gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT), il meccanismo per collegare l'Europa (Connecting Europe Facility - CEF) e il FEIS svolgano un ruolo di maggior rilievo nella promozione della cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale, e nello sviluppo di strategie transfrontaliere nella macroregione adriatico-ionica, in quanto ciò favorirà la dimensione territoriale della strategia. Sottolineiamo la necessità di rimuovere gli ostacoli alla cooperazione transfrontaliera e transnazionale e attendiamo con interesse i risultati del riesame a livello transfrontaliero che sarà effettuato della Commissione europea all'inizio del 2017;
- siamo favorevoli ad ampliare l'attuale rete TEN-T attraverso il completamento del corridoio Baltico-Adriatico, incluso il prolungamento all'intera costa ionica-adriatica fino a Brindisi da un lato e fino alla Grecia meridionale dall'altro. Sosteniamo l'invito rivolto dal Parlamento europeo ai paesi partecipanti affinché concentrino i loro sforzi sulla realizzazione di progetti coperti dalla rete TEN-T e di altri interventi in corso per estendere la rete TEN-T verso l'Europa sud-orientale/la costa adriatica orientale, progetti e interventi in grado di colmare le lacune infrastrutturali esistenti nella regione adriatica-ionica, ad esempio l'autostrada sulla costa orientale adriatica-ionica, la linea ferroviaria ad alta velocità sulla costa adriatica dell'Italia e altre iniziative volte a potenziare i collegamenti stradali, marittimi ed aerei tra est e ovest;
- ci impegniamo a sostenere la strategia EUSAIR quale strumento di integrazione europea, basato sui principi della stabilità, della riconciliazione e delle relazioni di buon vicinato tra quattro Stati membri dell'UE (Croazia, Grecia, Italia e Slovenia) e quattro paesi candidati e potenziali candidati (Serbia, Montenegro, Albania e Bosnia-Erzegovina). Siamo convinti che la strategia rappresenti una nuova forma di cooperazione regionale in grado di contribuire a rafforzare l'integrazione nell'UE dei paesi dei Balcani occidentali, offrendo la possibilità di collaborare con i paesi vicini in settori di comune interesse. Riteniamo altresì necessario coinvolgere anche i paesi che non sono ancora inclusi nella strategia pur essendo geograficamente ed economicamente interconnessi con la macroregione, ad esempio l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia e il Kosovo, consentendo loro di partecipare, almeno a titolo individuale e sulla base di progetti specifici;
- invitiamo a presentare misure intese a rafforzare la cooperazione e a sviluppare strategie comuni tra i paesi, i loro partner e gli enti regionali e locali per quanto riguarda la sicurezza, la lotta al terrorismo, la protezione civile e i problemi migratori. A tal fine, ci attendiamo una ridefinizione delle priorità della strategia EUSAIR, e un conseguente adattamento di azioni e progetti a queste nuove esigenze che stanno emergendo.